Conceptual illustration of the Tahşiye trials: court records, disputed digital evidence and ammunition accounts, with the SRL Swiss logo.

I processi Tahşiye: libertà e diritto a un equo processo

I processi Tahşiye: analisi giuridica e dei diritti umani

Il rapporto di SRL Swiss esamina i processi Tahşiye attraverso sentenze, documenti d’udienza e atti tecnici. Individua serie criticità relative all’imparzialità dei giudici, alla responsabilità penale individuale e alla possibilità della difesa di contestare efficacemente le prove.

Tahşiye è un gruppo religioso guidato da Mehmet Doğan. Dopo un’operazione di polizia nel gennaio 2010, alcuni membri furono perseguiti per reati associativi e in materia di armi. Nel 2014, mentre quel procedimento era ancora in corso, gli investigatori di polizia e alcuni professionisti dei media furono a loro volta sottoposti a procedimenti per calunnia, fabbricazione di prove e reati associativi. Il rapporto esamina le garanzie della libertà personale e dell’equo processo in questo secondo insieme di procedimenti.

Il confronto tra verbali ufficiali e trascrizioni disponibili rivela divergenze sulla presenza dei difensori, sull’informazione relativa ai diritti e sull’effettiva presentazione della difesa nel merito. Il tono accusatorio degli interrogatori e le risposte alle istanze di ricusazione sollevano serie questioni sull’apparenza di imparzialità.

Le sentenze del 2017 e del 2022 contengono ricostruzioni differenti: collocazione diretta delle granate da parte di agenti, collocazione sotto sorveglianza della polizia e collocazione tramite un membro del gruppo. Il rapporto chiede quali prove consentano di conciliare queste ricostruzioni e quali condotte e conoscenze siano accertate per ciascun imputato. Esamina inoltre la distruzione delle munizioni e le richieste non accolte di sentire i responsabili, in relazione al diritto di contestare le prove.

La corrispondenza delle autorità solleva interrogativi sull’associazione tra utenze telefoniche, dispositivi e due account ByLock attribuiti a un imputato. Il rapporto distingue le incongruenze tecniche documentate dalle allegazioni della difesa. Chiede accesso ai dati sottostanti, risposte motivate alle obiezioni sostanziali e, se necessario, una perizia indipendente.

La detenzione dei giudici Metin Özçelik e Mustafa Başer dopo decisioni di ricusazione e scarcerazione è esaminata insieme alla nomina di Hasan Yılmaz e Akın Gürlek ad alte cariche nell’esecutivo. Sono considerate anche le dichiarazioni pubbliche dell’epoca e le condotte documentate in udienza.

Il rapporto rispetta la portata della sentenza Karaca della Corte europea dei diritti dell’uomo: nessuna violazione è stata accertata quanto al ragionevole sospetto alla base della detenzione iniziale, mentre sono state riscontrate violazioni relative alle decisioni successive e ad altre garanzie di controllo. Sono affrontati anche la conferma di condanne da parte della Corte di cassazione nel 2025 e gli argomenti contrari dell’accusa.

SRL Swiss chiede di risolvere le divergenze nei verbali confrontandoli con le registrazioni originali, sottoporre le prove tecniche a esame indipendente, chiarire le ricostruzioni sulle munizioni e motivare individualmente responsabilità penale e detenzione. Invita le autorità turche competenti e i meccanismi dell’ONU, dell’OSCE e del Consiglio d’Europa ad agire nell’ambito dei rispettivi mandati.

Rapporto del 31 ottobre 2026 fondato su 42 allegati. Riscontri documentali, allegazioni della difesa e valutazioni giuridiche sono distinti.

Rapporto integrale (PDF · EN)


SRL Swiss — Security Studies and Rule of Law Association | Ginevra, Svizzera | ottobre 2026

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