SRL SWISS

Privazione della libertà legata al giornalismo e alla difesa dei diritti umani

Studio tematico 01 · 3 novembre 2026

Sintesi del rapporto

Il primo studio tematico mensile di SRL Swiss esamina nove casi di privazione della libertà legati al giornalismo e alla difesa dei diritti umani. Integrando il nostro monitoraggio settimanale, mette a confronto esperienze di diversi Paesi per analizzare come la produzione di notizie, l’accesso ai documenti e le attività della società civile vengano utilizzati nei procedimenti penali.

La domanda centrale riguarda l’attività concreta posta alla base di un’accusa e la motivazione della conseguente restrizione della libertà. Lo studio considera decisioni giudiziarie, pareri delle Nazioni Unite e fonti della società civile. Distingue arresto, custodia cautelare, arresti domiciliari, detenzione in attesa di estradizione e trattenimento per motivi migratori. Non attribuisce a tutti i casi lo stesso esito o la stessa tipologia di violazione.

In Egitto, il caso Matsadaash mostra come il funzionamento quotidiano di una redazione possa diventare oggetto di accuse. Negli interrogatori riferiti da EIPR emergono notizie, scelte editoriali, stipendi e comunicazioni professionali. Nel caso Cumhuriyet, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto che le attività giornalistiche non costituissero ragionevoli sospetti tali da giustificare la detenzione. L’esempio del Kirghizistan mostra come carcere e arresti domiciliari, nella stessa indagine, abbiano limitato il lavoro dei giornalisti.

Per Mehmet Baransu, lo studio distingue la detenzione disposta a Istanbul nel marzo 2015 dal processo sugli OGM a Mersin. Esamina il rapporto tra informazione sulla salute pubblica e accuse relative all’acquisizione e alla divulgazione di documenti. Anche per Julian Assange distingue la pena per mancata presentazione dalla detenzione connessa all’estradizione. Il tema comune è la pressione penale su chi diffonde informazioni di interesse pubblico, mantenendo distinte le accuse e le decisioni di ciascun procedimento.

Il trattenimento di Mario Guevara da parte delle autorità migratorie, dopo l’archiviazione delle accuse locali legate alla copertura di una protesta, mostra come la privazione della libertà possa proseguire in un diverso quadro giuridico. Il confronto include anche la conclusione della Corte secondo cui non vi fu violazione della libertà di espressione nel caso del fotogiornalista finlandese Markus Pentikäinen. Le circostanze e le ragioni dell’intervento devono quindi essere considerate insieme all’attività professionale.

Le sentenze relative a Osman Kavala e Rasul Jafarov rappresentano esempi in cui la finalità di mettere a tacere difensori dei diritti umani è stata accertata giudizialmente. Lo studio collega questi risultati alla protezione delle fonti, alla libertà di espressione e al divieto di detenzione arbitraria. La pressione può colpire anche le fonti, altri giornalisti e l’accesso della società alle informazioni.

SRL Swiss condanna esplicitamente la repressione di giornalisti e difensori dei diritti umani per fini politici e la criminalizzazione del giornalismo di interesse pubblico. I procedimenti che interrompono queste attività riducono anche la capacità della società di controllare il potere pubblico. La nostra opposizione all’ingiustizia subita da Mehmet Baransu si inserisce nella difesa della libertà dei giornalisti, delle loro fonti e del diritto della collettività all’informazione.

Leggi / scarica il rapporto completo (PDF in inglese)

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Pubblicato in turco, inglese, tedesco, francese e italiano.

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