Giusto processo e indipendenza giudiziaria nei procedimenti del 17 e 25 dicembre
Sintesi web in italiano · Rapporto completo: inglese. Questa pagina non costituisce una traduzione italiana integrale del rapporto. Indicazione linguistica aggiunta il 24 ottobre 2026.
Il rapporto esamina le criticità del giusto processo e dell’indipendenza giudiziaria nei procedimenti contro gli agenti coinvolti nelle indagini turche per corruzione del 17 e 25 dicembre 2013.
Secondo il rapporto, le indagini iniziali si basavano su istruzioni dei procuratori, mandati giudiziari, intercettazioni autorizzate, sorveglianza e perquisizioni, con ampie prove documentali, digitali e materiali. Gli investigatori furono poi perseguiti e condannati per reati tra cui terrorismo, intercettazioni illegali, spionaggio e violazioni della privacy.
Si esaminano rimozione di agenti e procuratori, chiusura dei fascicoli di corruzione, limiti all’accesso alle prove difensive, rigetto di testimoni, cambiamenti dei collegi, lunga detenzione e mancata esecuzione delle scarcerazioni dell’aprile 2015. Si considera anche la successiva detenzione e incriminazione dei giudici autori di tali decisioni.
Il rapporto richiama la dichiarazione pubblica del 2021 dell’ex ministro Erdoğan Bayraktar, che confermava trascrizioni, sorveglianza tecnica e conversazioni del proprio fascicolo. Accuse, perizie e sentenze sono valutate insieme a difese, documenti primari e standard internazionali e non considerate automaticamente conclusive.
